Le vicende notevoli di Don Fefè, nobile sciupafemmine e grandissimo figlio di mammaggiusta, e del suo fidato servitore Ciccillo

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Le vicende notevoli di Don Fefè

nobile sciupafemmine e grandissimo figlio di mammaggiusta, e del suo fidato servitore Ciccillo

Autore: Giuse Alemanno


Collana: Narrativa

Argomento: Romanzo

Pubblicazione: Gennaio 2012

Pagine: 128

ISBN: 9788895377216

Prezzo di copertina: 12,00

L’inizio di una saga che potrebbe avere come interprete il Mastroianni di “Divorzio all’italiana”. Impomatato, con la retina a tenere i capelli ed il baffo in tiro. Con gli occhi semichiusi, il lungo bocchino e le voglie mai dome.

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C’è una nuova lingua, suona di dialetto. Inventata, come il cosmo che racconta. Un titolo lungo, con un sapore fortemente e volutamente retrò. C’è il cinema che disegna, nel pensiero dell’autore, la figura di Don Fefè, “cuor contento e panza piena”. Don Felice, il nome vero, nobile di Cipièrnola, incontrastato padrone di Palazzo Rizzo Torregiani Cìmboli, in un Sud dove in corpo scorre il rosso intenso del Primitivo e l’indolenza meridiana delle voglie.
L’inizio di una saga che potrebbe avere come interprete il Mastroianni di “Divorzio all’italiana”. Impomatato, con la retina a tenere i capelli ed il baffo in tiro. Con gli occhi semichiusi, il lungo bocchino e le voglie mai dome.
Il Felice che Alemanno disegna nel suo 'Le vicende notevoli di Don Fefè è nostalgico ed indolente, europeo e strapaesano, poeta e padrone, innamorato dell’odore delle femmine e del teatro. Si ride con Don Fefè e si ride con Ciccillo, “devota” spalla, servitore e inconsapevole cugino. Un narrare agile e intrigante accompagna il lettore, lo conduce dentro un clima che scuce paradossi e trame nel bilico di un tempo indeterminato dove il retaggio del passato fa il verso al presente.
Le vicende notevoli’ è la prima opera che vede per protagonista il nobiluomo meridionale, per una saga che continuerà cinque anni dopo con il secondo capitolo, Benvenuti a Cipìernola. Giuse Alemanno inventa una nuova prosa, sporcata da un dialetto meridionale non meglio definito, linguaggio inventato dallo stesso autore sul calco del vernacolo salentino e di altre parlate tipiche del Mezzogiorno. Il clima è surreale, la narrazione ritmata, l’ambientazione unica.

Giuse Alemanno è nato a Copertino l’11 febbraio 1962. Ha esordito con Racconti Lupi (Filo Editore, Manduria 1998), cui hanno fatto seguito le opere Solitari (Filo Editore, Manduria 2001); Terra Nera - romanzo perfido e paradossale di cafoni e d'anarchia (Stampa Alternativa, Viterbo 2005) e adattato per il teatro dal regista Lauro Versari. La saga del suo Don Felice comincia con Le vicende notevoli di DON FEFÈ, nobile sciupafemmine e grandissimo figlio di mammaggiusta, e del suo fidato servitore CICCILLO (I Libri di Icaro, Lecce 2009), cui seguirà, nel 2013, Benvenuti a Cipìernola (I Libri di Icaro, Lecce 2013); Tutt’altro tipo di registro troviamo invece nei lavori Invisibili - vivere e morire all'Ilva di Taranto, scritto a quattro mani con Fulvio Colucci (Kurumuny, Martignano 2011) e in Io e l'Ilva – monologo metalmeccanico (Lupo Editore, Copertino 2013). Giuse Alemanno è stato vicedirettore de La Voce del Popolo (Taranto). Ha ricevuto numerosi premi per il suo mestiere delle parole. I suoi racconti sono compresi in prestigiose antologie.


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