La Profezia di Ibn Al Farrà

01 Ago

2020

“La profezia di Ibn Al Farrà”,
un romanzo storico in bilico tra realtà e fantasia

  • Federica Manca

“Racconto che ho immaginato tra storia e fantasia”, queste le parole dello scrittore Edoardo Micati in riferimento al suo secondo romanzo, La profezia di Ibn Al Farrà, edito nel 2015 da Edizioni Città Futura – I libri di Icaro. Un romanzo storico, che trova le sue radici in vecchie storie e leggende salentine.
Micati si affaccia alla scrittura in tarda età, ma leggendo i suoi scritti si percepisce una passione intrinseca e ben radicata. Figlio di siciliani, lavora per più di quarant’anni come commerciante di tessuti, ed è proprio grazie al suo lavoro, in continuo movimento tra Puglia e Basilicata, che assiste e prende spunto per il suo libro. I racconti narrati dai vecchietti durante i suoi viaggi, si imprimono nella sua mente per trasformarsi poi nel fortunato romanzo La profezia di Ibn Al Farrà.
Una serie di misteri scandiscono la trama del testo. Tre storie e due periodi differenti si intersecano tra loro, strettamente collegati l’uno all’altro.
Le vicende si aprono nel 1944 ad Acaya, un piccolo paesino salentino. Nanni Giangiacomo è il capitano di un reparto dell’esercito italiano, addetto all’osservazione e al controllo della vicina costa. In una calda giornata d’estate, l’apparente tranquillità, che fino ad allora aveva accompagnato i militari in questo borgo appena sfiorata dalla guerra in corso, viene improvvisamente intaccata da una sconcertante scoperta. Durante dei lavori di ristrutturazione dell’antico convento di Sant’Antonio, i commilitoni si imbattono in una cripta contenente ben 18 sarcofagi medievali, con all’interno personaggi di alto lignaggio. In una tomba in particolare, Nanni ritrova un antico manoscritto, scritto da un certo frate Simeone Schena. Nell’antico testo viene narrata la fuga da Napoli dell’allora Contessa di Lecce, Maria d’Enghien. Nanni, incuriosito dalla vicenda chiama un professore di storia, nonché suo migliore amico, e insieme iniziano ad analizzare e a tradurre il manoscritto. Da questo momento in poi si sviluppano due piani narrativi, da un lato le vicende del presente e dall’altro le vicende del 1400, narrate proprio dal frate.

Il fulcro del romanzo sta nello stretto legame tra storia e fantasia, poiché nel manoscritto vengono menzionati personaggi illustri realmente esistiti, che hanno avuto un ruolo cardine nelle vicende storiche del Salento e del Sud Italia. Un romanzo storico avvincente, scandito da un alone di mistero e spiritualità, in cui le leggende si mescolano perfettamente con fatti storici e con antiche sette segrete riconducibili all’età fenicia.
Le disavventure narrate dal frate si ripercuotono nel presente, come una sorta di continuazione mistica. Passato e presente si mescolano, ma strani omicidi e antiche maledizione sono i veri protagonisti del romanzo, tanto da dare il via a una vera e propria operazione investigativa nella seconda parte del libro, ambientato a Taranto.
Una piacevolissima lettura e pagina dopo pagina la curiosità del lettore viene puntualmente soddisfatta, le vicende si susseguono in maniera avvincente ed incalzante, il ritmo è veloce, non lascia assolutamente spazio alla noia.
Ho apprezzato fortemente questo libro e lo consiglierei a tutti gli amanti di storia e mystery. Il punto di forza è il richiamo nostalgico a un Salento ormai remoto, poiché l’autore ci introduce ad antiche leggende e profezie narrate dai nostri nonni, che riaffiorano, creando un unicum tra realtà e fantasia.

Infondere e raccontare le sensazioni della vita

“I libri di Icaro”

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